Siamo all’inizio di un mese, quello di settembre, governato dall’Ossidiana nera.

Per ognuno dei 12 mesi del calendario gregoriano riceviamo la guida di una pietra, secondo le mie ricerche relative alla comunicazione cristallina.

Questo accompagnamento da parte delle pietre verso i mesi del calendario che, come società, seguiamo, non si era mai manifestato prima del 2025.

Quindi ad oggi non so ancora se le 12 pietre dell’anno siano fisse o se, nel 2026 e per gli anni a seguire, cambieranno.

Posso solo constatare che, fino a qui, ovvero fino al nono mese da quando questa epifania è accaduta, la sincronia mi sembra di una precisione chirurgica, a giudicare dagli accadimenti di cui prendo atto nel momento in cui volgo il mio sguardo a ritroso.

Settembre si preannuncia, astrologicamente, come un mese denso di eventi: ci saranno due eclissi, una il 7 settembre, in concomitanza col plenilunio in Pesci, e una il 21, in concomitanza con il novilunio. 

Inoltre il 23 settembre avremo l’equinozio di autunno; Mabon, in lingua celtica.

È evidente, quindi, che si apre un corridoio compreso tra le due eclissi imminenti, della durata di una quindicina di giorni che si preannunciano a dir poco “urenti”.

Non so nulla di astrologia, quindi vi rimando ai numerosi siti dai quali poter attingere informazioni specifiche.

Posso però farmi interprete delle pietre e dei messaggi che veicolano, con lo stesso cuore aperto all’ascolto che ho nel cercare di accogliere una guida certa e una comprensione più profonda nella mia vita.

È quindi, la mia, una condivisione il più possibile accurata e leale, oggettiva e comprovata. Significa che prima di scrivere o dire una cosa, mi accerto più volte di aver inteso bene ciò che le pietre e i quarzi sussurrano.

Sembra proprio che il ritmo orchestrato dalle pietre e dai quarzi, da gennaio ad ora, sia stato una preparazione a questo settembre, in un crescendo che proprio in questo mese raggiunge un apice e che poi troverà il suo tempo per potersi svolgere e radicare, da ottobre a dicembre.

Delle pietre che seguiranno all’ossidiana nera avrò modo di scrivere più avanti.

I contenuti che questa pietra ci invita ad assorbire ed elaborare sono talmente poderosi, che credo meritino tutta l’attenzione.

Inoltre l’ossidiana nera per sua natura richiede totalità e presenza a questo momento; voler lanciare un’occhiata più avanti potrebbe essere destabilizzante e soprattutto rischierebbe di farci perdere la preziosa occasione di lasciarsi inondare dalla sua forza.

Come esseri umani abbiamo, credo, il vizio di annoiarci e mollare il colpo quando non capiamo bene cosa succede. Può definirsi da un lato negligenza, dall’altro mancanza di fede. Ma qui entra di mezzo anche la paura.

L’ossidiana nera è sempre stata chiamata, anticamente, “scaglia di drago”. È una pietra amorfa e luminosissima, per essendo cosi scura. È un vetro vulcanico che si forma molto velocemente. Praticamente è lava che proviene dalle viscere della terra e diventa, una volta a contatto con l’aria, una creatura pura nel suo nero totale, capace di tagliare. Le lance dei popoli primitivi erano infatti di ossidiana e da sempre è stata utilizzata come strumento atto alla difesa e all’attacco. Inoltre gli oggetti rituali per antonomasia sono sempre stati, tutti e principalmente, di ossidiana: pugnali rituali, specchi, statue di divinità, sfere.

Anche se nel nostro linguaggio colloquiale è entrato in uso il riferimento alla sfera di cristallo come metafora per indicare la capacità di intuire gli eventi futuri, pochi sanno che tali sfere, comunemente usate dai sensitivi di corte dei più importanti sovrani che hanno governato gli imperi dell’antichità, non erano di quarzo bensì di ossidiana nera.

Questo proprio perchè l’ossidiana ha in sé la capacità di rivelare ciò che è nascosto o non propriamente visibile. Va da sé che la divinazione più antica che sia mai esistita, quella che si avvale di strumenti provenienti dal mondo minerale, abbia sempre visto in prima linea proprio l’ossidiana nera, nelle svariate sue fogge.

Sottolineo che si tratta di ossidiana nera perché essa appartiene ad una grande, e controversa, famiglia; di ossidiane ne esistono moltissime, proprio perché il magma, nel momento in cui fuoriesce dalla profondità della terra, crea le sue alchimie derivanti dagli incontri che accadono lungo la sua strada. Sono tutte bellissime, ma la madre di tutte, per così dire la capostipite di questa grande tribù, è proprio quella di cui stiamo parlando e che deflagra tutta la sua immensità proprio in questo settembre.

Il fatto che venga accostata al drago ce la dice lunga sul suo carattere primordiale e spaventoso. Cosi come è in grado di rivelare i piani occulti e gli inganni all’esterno, nello stesso modo essa è in grado di accompagnarci  a vedere in profondità dentro di noi, dove il nostro sguardo non arriva o ha paura di scendere. Capace di condurci nei nostri abissi interiori senza perdere la lucidità e il coraggio, ritengo che l’ossidiana sia capace, come nessun’altra pietra, di non farci indietreggiare.

Quindi essa ha una grande intimità con l’inconscio, ovvero con tutto ciò che non conosciamo, non comprendiamo, non vediamo. E che temiamo, spesso senza avere neanche le parole per descrivere quello che ci accade. È come se possedesse una forza magnetica in grado di estrarre in maniera disinvolta da dentro di noi ciò che altrimenti, con tutta probabilità, non riuscirebbe ad emergere, schermato da accurati filtri protettivi. Va detto che, se da un lato l’ossidiana è in grado di svolgere questo lavoro “sporco” senza vacillare davanti alla nostra fragilità e paura, dall’altro ci fornisce l’indispensabile sicurezza che non infrangerà la sacra legge secondo la quale potrà essere rivelato solo ciò che siamo veramente pronti ad affrontare.

Chi ha camminato la sua strada e si è affidato alla sua maestria, sa che essa costituisce un varco, un punto di non ritorno; recide per sempre una sorta di membrana, cambiando qualcosa di strutturale in noi. E quando scopriamo che la via della ricerca interiore è un fuoco che ci anima, e che ci abita da sempre, ecco che si rinvigorisce in noi quella scintilla che risiede proprio nella consapevolezza che siamo un mistero vivente.

Immergersi in quel mistero interiore senza volerlo definire né spiegare, ma semplicemente aprirgli le porte e accoglierlo nella propria vita, è forse il compito supremo che questa pietra svolge; ci aiuta a respirarlo, abbracciandone tutte le conseguenze senza giudicarle, fino ad amare anche quella indefinibile paura che stavolta acquista un volume molto alto, così come quel malessere che alcuni definiscono “male di vivere” e che caratterizza una vita appiattita dalla mancanza di profondità.

Credo che l’ossidiana si possa descrivere come una sorta di immensa vasca, all’interno della quale galleggiano tutte le nostre quotidiane e più definibili paure ordinarie. Essa non ci libererà da quel tremore interno dovuto al sentirci barchette di carta disperse in un oceano minaccioso, ma ci renderà maggiormente consapevoli di ciò che sentiamo e ci restituirà il gusto di vivere questa avventura.

Ecco che l’ossidiana nera diventa una alleata preziosa per accompagnarci in un accurato e graduale processo di evaporazione delle maschere che abbiamo indossato nel tempo, in modo da restituirci autenticità e una relazione più spontanea con noi stessi e con gli altri. È di sicuro con un vigore selvaggio e una mira raffinatissima che essa opera, e avremo bisogno di armarci di pazienza e comprensione, gentilezza e fiducia nel momento in cui inizieremo ad accorgerci che non siamo esattamente quello che pensavamo, e che i panni del personaggio la cui parte abbiamo interpretato, magari in buona fede, non ci appartengono affatto. Essa procede “per via di levare”, come Michelangelo nel suo lavoro di liberazione delle figure nascoste nel marmo che scolpiva, e lo fa raggiungendo uno strato dopo l’altro, dei tanti che ci ricoprono.

Ho sempre consigliato di avvicinare l’ossidiana nera con cautela, e di non sceglierla all’inizio di un percorso con le pietre, ma prepararsi all’incontro con lei.

Ma adesso, volenti o nolenti, siamo entrati nel suo circuito e queste raccomandazioni  temo che non siano più attuali.

Evidentemente il nostro percorso, come genere umano, aveva fissato un appuntamento con questo step evolutivo e non possiamo più rimandare, né tanto meno procedere per gradi, come altre volte abbiamo avuto la possibilità di fare.

Beninteso, ci tengo a precisare che camminare l’ossidiana nera è una benedizione, oltre che un passaggio indispensabile per chiunque abbia veramente la volontà di compiere un lavoro di ricerca interiore. Semplicemente, è importante sapere che lei non risparmia nessuno, non cede alle nostre lusinghe né scuse, come sempre volte a rimandare o aspettare un momento in cui ci sentiremo pronti.

Tanto sappiamo che tale momento non arriverà mai; o, è proprio il caso di dirlo vista l’inevitabilità di questo incontro, (peraltro già in atto), che non sarebbe arrivato mai.

La criticità che gli esseri umani stanno attraversando si riflette nell’attivarsi dell’ossidiana nera, in concomitanza con i fenomeni astrologici di cui ho parlato prima.

Abbiamo la possibilità di scegliere, ognuno di noi e collettivamente. Di certo, non possiamo più fare finta di nulla: è in atto qualcosa che farà, probabilmente, saltare i nostri sistemi di controllo, strizzandoci fino a che non li trasuderemo fino all’ultima goccia. Ciò che disperatamente stiamo cercando di negare anche a noi stessi, romperà gli argini e sarà manifesto.

Siccome stiamo parlando di aspetti inconsci, comprendo che queste parole possano risultare difficili da capire; ma come ci insegna proprio lo specchio di ossidiana nera, la Vita stessa ci mostrerà la via, fornendoci le chiavi per portare, e ristorare, lo sguardo dentro.

Cosi come gli occhi possono riposare solo al buio, così anche noi; e potremo accorgerci che quello spazio interiore dal quale abbiamo sempre e ostinatamente cercato di fuggire, ci offre accoglienza, consapevolezza, rifugio e rigenerazione.

Una volta che l’ossidiana nera ci avrà messo davanti a quei demoni che tanto abbiamo temuto e che in realtà avevano solo bisogno di essere visti e riconosciuti , elargirà i suoi doni più dolci.

Dopo questa poderosa iniziazione, non saremo mai più quelli di prima.

Buon viaggio, con amore

©️2025, Caterina Grazzini, tutti i diritti riservati

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